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Su di me

Mi chiamo Stefano Severi e sono nato in un paese della Sardegna settentrionale nel 1985.
Il mare, per me, è sempre stato fonte di amore e ispirazione; tant’è che quando mi capita di scrivere sull’infinita e fantastica distesa d’acqua salata, spalanco un sorriso manco fosse Natale.

Seppur la passione per la penna sia cosa recente, e il suo incontro del tutto inaspettato, adesso non riesco proprio a farne a meno. Non importa se con la stilografica (ho sempre una stilo nel taschino), sul mio Mac o addirittura con lo smartphone; ma devo scrivere; scrivere, scrivere e scrivere.

La paura è sempre stata un argomento capace di suscitarmi grande interesse. Fin da bambino amavo guardare film horror, anche se poi, come potete ben immaginare, passavo le notti con gli occhi spalancati e le orecchie tese al minimo rumore.
Per farvi capire il soggetto: quando avevo quattordici anni fui uno dei primi a comprare il biglietto del cinema per L’esorcista (versione integrale). Molti dicevano che quel film facesse ridere, a me invece a sempre provocato una paura bestiale e tutt’ora, quando voglio ricordarmi cosa significa avere paura, lo riguardo.
Poi una decina di anni fa mi arrivò tra le mani un libro di Stephen King, indovinate quale… esatto, proprio lui: IT.
Inizialmente, il fatto che fosse un mattone mi spaventò, ma una volta iniziato a leggerlo lo calai giù come una birra fresca.
Di lì a poco cominciai a leggere Lovecraft, Poe, Bram Stoker; ma anche artisti di altro genere come Grazia Deledda (che per talento e fattore territoriale porto sempre nel cuore), Hemingway… insomma la lista è lunga.
Dopo essere diventato un buon lettore ho cominciato a buttare giù i primi racconti. E com’è che si dice in questi casi: da cosa nasce cosa; ed eccoci qua.

Qualche altra informazione e i dovuti ringraziamenti

Il mio grazie più grande va ai miei genitori, che non smetterò mai di ringraziare per avermi cresciuto e supportato. Cara mamma, caro babbo, ci siete sempre stati; anche quando da adolescente cocciuto e scapestrato mi rifiutavo di vedere le cose nel verso giusto. Voi, invece di darmi addosso avete aspettato che io vedessi, e infine ho veduto. Grazie.

Sono un tipo che ama fare le cose per bene, e metto il massimo impegno in quello che faccio.
Lo studio delle tecniche narrative e il lavoro sullo stile è una ricerca infinita, ma finché c’è tempo per studiare (e per scrivere), c’è tempo per migliorare.
Naturalmente scrivo per essere letto, con la speranza di pubblicare ed offrirvi molti libri.
Grazie per il tempo che dedicate alla lettura delle mie storie, senza di voi ogni minuto passato a scrivere sarebbe una mera attività narcisista; ma così, con un pubblico, tutto diventa diverso.

Grazie ancora. Spero, ogni volta, di regalarvi un brivido.